Abdita

Luglio 6, 2008

stella alpina

Archiviato in: Poesie — abdita @ 2:47 pm

 

Non ti coglierò, piccolo fiore

delicato e tenace.
Mi è bastato guardarti un attimo,

conoscerti appena

in questo angolo

di rarefatta armonia,

radicato nelle tue certezze

di silenzi e tempeste

di cieli chiari e notti fonde.

Proseguo la mia fatica

e ti lascio vivere

aggrappato alle tue ombre

perché sia il sole ad inondarti

con un mare di luce.

 

Aprile 29, 2008

Oltre il limite

Archiviato in: Poesie — abdita @ 4:51 pm

Ulisse,
guardati, sei vecchio.
Il tuo volto si è fatto scuro
ora ci sono le rughe:
quelle di chi cerca
e non ha ancora trovato.
Fermati,
non partire di nuovo,
non andare al di là della notte.
Il fascino dell’ignoto ti attrae,
ma l’orizzonte lo sai,
è irraggiungibile.

Sono tornato indietro:
ho capito che non mi sarebbe bastato.
La libertà? Forse.
Essere un altro in un’altra storia:
ecco cosa vorrei.

Ulisse,
guardati, sei vecchio.
La tua vista non arriva
dove arrivano i tuoi sogni.
Le tue mani segnate
dal sale e dalla fatica
non possono contenere
l’immensità dell’oceano.
Siediti,
ascolta e riposa,
parole nuove
sto tessendo per te.

Sono tornato indietro:
non andrò più via.
Ma continuerò a cercare
ciò che sfugge all’intelligenza:
non posso rinunciare a conoscere, a capire.

                                          Abdita
 

Marzo 19, 2008

Il traguardo

Archiviato in: Poesie — abdita @ 4:37 am

Impaziente attesa
di anni, di giorni, di ore che scorrono lente,
di attimi che non vogliono fuggire
indelebili nella memoria, interminabili
intenzionati a restare per sempre.
Attimi di cui rivivo ancora il disagio
continuando a sperare, sulle spine
illudendomi che presto arrivi la fine.

Marzo 2, 2008

L’eco del Festival sopra un ramo di un albero di città

Archiviato in: Poesie — abdita @ 3:13 pm

Cantala ancora la tua canzone
- disse l’allodola al passerotto –
fammi sentire cos’hai di speciale
che ti fa esser così popolare!

Ho sempre guardato il sole al tramonto,
nella speranza che ogni sera fosse più bello.
Ho imparato ad apprezzare l’armonia
di un canto stonato che, se chiudi gli occhi,
puoi sentire lontano.
E’ il canto di chi ha consumato le sue parole
e la sua voglia di dirti.

Spiegami bene collega di piume
Non t’interessano gloria e successo?
La vita è insulsa che te pare,
perché ti affliggi con tanti pensieri?

Vedi, amica mia, volare è la mia vita
e anche se volessi fermarmi non posso.
Sono un vagabondo costretto a posarsi
su qualsiasi ramo il vento lo porti,
a soffrire magari un dolore che non è il mio,
a esprimermi con poche note, sempre quelle,
che voglia dire gioia o dolore.
Ma chi vuole ascoltare sa capire.

Febbraio 19, 2008

Riflessi

Archiviato in: Poesie — abdita @ 8:32 pm

Vorrei essere una cometa
per inebriarti di luce
e frastornarti di gioia.

Stasera però vorrei essere
una grande bufera
per infrangere i muri
far crollare gli stucchi
polverizzare i cimeli.

Ma tutto questo
a cosa può servirti
se sono solo una pozzanghera?
La mia è acqua sporca qualunque
che tanti passi ha raccolto
acqua stagnante
stanca di viaggiare
che si è fermata un po’
a guardare le stelle.

1986 Abdita

Gennaio 31, 2008

A una mamma speciale

Archiviato in: Poesie — abdita @ 10:29 pm

Tienimi il cuore
sempre,
quando sembra scoppiare
e palpita, ma non con il tuo,
quando sobbalza ferito.
Fa’ che non diventi un macigno
di pietra dura come l’ipocrisia,
tagliente come la vendetta,
rovente come la rabbia.
Tienimi il cuore
soprattutto
quando batte impazzito
e si chiede cosa sia l’amore,
quando piange in silenzio
e si sente smarrito.
Tienimi il cuore nel tuo.

Gennaio 18, 2008

L’eroe

Archiviato in: Poesie — abdita @ 11:20 am

Ti sfugge dalle mani
proprio quando sei al traguardo
alla vittoria.
Impotente la guardi
e non la riconosci più:
non è la tua storia.

La tua era piena di sogni,
di gioia, di dolore, di speranza,
di certezza.
Non è questa quella che cerchi
non sono tuoi questi fantasmi
e questi sospiri.

La tua era una filastrocca gridata dal vento, 
bisbigliata tra gli alberi,
quasi un sussurro che si perde nell’aria.
Accartocciala se vuoi,
riscrivila: è tua.

Giugno 1987                            
                                   Abdita

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