Abdita

Dicembre 7, 2008

Carissimo Bue, il Natale si avvicina

Archiviato in: Lettere — abdita @ 10:32 am

 

Carissimo Bue,

il  Natale si avvicina e mentre qui le mie ragazze sono indaffarate a preparare il Presepe io ti guardo e sorrido pensando che il Divino ha scelto le energie rinnovabili per illuminare e riscaldare la grotta  dove Lui è nato. Come nelle famiglie dei contadini che si ritrovavano la sera nella stalla, per pregare o per ascoltare racconti e leggende quasi mimati da un nonno che era meglio della TV.

Tu in quella Notte Santa avrai udito e visto cose straordinarie che non ci puoi raccontare. Però sei lì, nel Presepe, insieme all’asinello, alle pecore e a tante altre bestioline a testimoniarci lo stile di vita di Chi poteva non farsi mancare nulla. E invece si è scomodato per farsi uomo e condividere le nostre fatiche, le nostre sofferenze, le nostre incertezze. Per diventare fragile, bisognoso di calore, di cibo, di amore, Uno come noi.

 

Grazie!

                 Abdita

Marzo 22, 2008

Festa radiosa

Archiviato in: Lettere — abdita @ 5:56 pm

Carissima Belle, carissima Aurora,

in questa notte speciale voglio farvi gli auguri raccontandovi alcune emozioni provate da bambina per la Veglia pasquale.
Passavo il sabato a pulire il braciere per renderlo spendente e poi correvo a portarlo in Chiesa: il trionfo della Luce iniziava appunto dai carboni ardenti da cui si accendeva il Cero Pasquale (che simboleggia Cristo): poi da esso tutti accendevano la propria candelina. In una di quelle notti alla mia amica, troppo china sul libro dei canti, prese fuoco una ciocca di capelli. La spense subito, ma io ero già pronta a versarle addosso l’acqua benedetta della grande conca di rame. A volte capitava di stonare un salmo, di sbagliare una tonalità provata per giorni e giorni. Ridevamo di queste piccole avventure che facevano da contrasto alla solennità della Festa. Ma non erano una sbavatura. Erano il nostro modo di esserci.

C’era il dolore del Venerdì, c’era il silenzio del Sabato. Un silenzio che ancora oggi è l’incertezza del futuro, è l’assenza di conferme, è un tempo buio di attesa, non si sa bene di cosa.

La Pasqua, esplosione di vita e di luce, era ogni volta la Festa di chi aveva finalmente sconfitto la morte. Non ricordo le uova di cioccolato, i regali, i pranzi. Ricordo solo l’incanto di quella notte che continua a celebrare nei secoli qualcosa che possiamo accettare o negare, ma non riusciamo a spiegare.
Un mistero di gioia.
                                        Buona Pasqua dalla vostra mamma

Gennaio 18, 2008

Ti ascolto con il cuore

Archiviato in: Lettere — abdita @ 9:27 am

Riporto una lettera pubblicata nel Blog “Lettere al futuro” il 6 gennaio 2008

Qui ti chiamerò Belle. Fra qualche giorno compirai 16 anni e vorrei farti un regalo insolito.

Poco fa mi hai chiesto di ascoltarti. E’ vero, mentre ti ascoltavo ho attizzato il fuoco nel caminetto e ho tenuto d’occhio il caffè mentre usciva. Non sono stata ferma come avresti voluto, ma ho ascoltato attentamente quello che tu hai scritto. Volevi da me una conferma, un commento.

I tuoi pensieri per me sono preziosi, ancora più prezioso il dialogo tra noi, anche se a volte difficile. Se te la senti scrivile per tutti le cose che mi hai detto. Comunque ricordati: non ti ascoltavo solo con le orecchie. Ti ho ascoltato con il cuore.

                                                                                                      la tua mamma 

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