Carissimo Bue,
il Natale si avvicina e mentre qui le mie ragazze sono indaffarate a preparare il Presepe io ti guardo e sorrido pensando che il Divino ha scelto le energie rinnovabili per illuminare e riscaldare la grotta dove Lui è nato. Come nelle famiglie dei contadini che si ritrovavano la sera nella stalla, per pregare o per ascoltare racconti e leggende quasi mimati da un nonno che era meglio della TV.
Tu in quella Notte Santa avrai udito e visto cose straordinarie che non ci puoi raccontare. Però sei lì, nel Presepe, insieme all’asinello, alle pecore e a tante altre bestioline a testimoniarci lo stile di vita di Chi poteva non farsi mancare nulla. E invece si è scomodato per farsi uomo e condividere le nostre fatiche, le nostre sofferenze, le nostre incertezze. Per diventare fragile, bisognoso di calore, di cibo, di amore, Uno come noi.
Grazie!
Abdita