In un luogo dove il Karma è un’opportunità per giustificare la voglia di socializzazione pura e semplice postiamo di tutto, forti di un anonimato che piano piano si assottiglia per l’esigenza di esprimere un’opinione decisa o di raccontare un fatto che scolora se non si narra nei dettagli; per la curiosità di conoscere un volto di cui si immaginano i lineamenti, l’età, il sorriso.
In un luogo dove l’aggregazione è il miglior gioco di società da cui farsi coinvolgere a tutte le ore, dove il profilo dell’utente ne determina il ruolo e tiene traccia del punteggio.
In un luogo dove, in queste calde giornate di luglio, la bella notizia langue mentre si fa strada la più pietosa, specchio di un mondo pieno di egoismi e di interessi.
In un luogo dove si incontrano virtualmente persone reali, sincere, che hanno voglia di entrare in relazione mostrando spesso il proprio lato migliore o quello più attraente, per riflettere, far riflettere, commentare o allontanare la noia.
In un luogo dove qualcuno scrive fatti personali da sussurrare in silenzio, tanto nessuno ascolta… in effetti nessuno ascolta, tutti leggono! Ma è forse è quello che vogliamo tutti: il confronto con gli altri e non solo sulla politica o sulla cronaca. Si salta da un blog all’altro:
ce ne sono alcuni veramente belli, scritti molto bene, con brevi post densi di significato o colmi di ironia.
Scorro i titoli in home: uno è carino, voto, vorrei quasi scrivere un commento, ma mi sento sola tra questa sfilza di nick a karma 0 che seguono quello dell’autrice del post. Magari è anche lei un fake…. fuggo via. Un fake.. non sempre un fake nasce per esigenze contabili.
Un fake a volte nasce perché una persona vera vuole dire qualcosa di spinoso e non può. Oppure non può umiliarsi fino a supplicare.
Allora inventa un personaggio, un passato, un carattere, un’identità. E il fake parla, posta, domanda, commenta, risponde. Magari una montagna di sciocchezze per dire, anzi accennare tra tanti puntini di sospensione una mezza, dolorosissima verità o tante, una più pesante dell’altra, macigni. Si intuisce, ma non sempre si può chiedere: ci sono solo dei clik sparsi qua e là che, come la punta di un iceberg, indicano una verità nascosta, lasciano intendere.
Dietro un fake c’è sempre una persona vera da ascoltare con grande attenzione.
Quanta fatica sceneggiare il dramma, tessere la trama, stendere i dialoghi tra burattini che il regista, a volte silente, fa interagire fra loro! Spesso si entra nella parte e si recita con loro. Purtroppo però ci si confonde o, ignari, si calpestano le deboli tracce.
E il gioco delle parti si complica: si dice ad uno per far intendere all’altro.
Senza rendersi conto il creatore descrive, nel personaggio, anzi nei personaggi, la persona dei suoi sogni… non una creatura perfetta: ma qualcuno che conversa piacevolmente e sa essere credibile, brillante, accattivante, sensuale…
Un fake in fondo vuole dire qualcosa, vuole comunicare anche se indirettamente.
Dietro c’è comunque una persona da lasciar vivere.